|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
In analisi matematica l'integrale di una funzione è un operatore matematico che associa alla funzione l'area sottesa dalla funzione rispetto all'ascissa nel caso di una funzione a una variabile. Nel caso di funzioni a più variabili l'integrale calcola l'area, il volume sotteso, ecc..., a seconda del numero di variabili della funzione da integrare. modifica Cenni storiciL'idea di base del concetto di integrale si trova già in Archimede di Siracusa, vissuto tra il 287 ed il 212 a.C, in parte nel metodo da lui usato per il calcolo dell'area del cerchio o del segmento di parabola detto metodo di esaustione e più precisamente nel calcolo dell'area della superficie racchiusa dal primo giro della spirale (che Archimede stima dall'alto e dal basso con un caso particolare di quelle che saranno dette "somme di Riemann"). Nel XVII secolo, vari matematici trovarono altri metodi ingegnosi per calcolare l'area sottesa al grafico di semplici funzioni, ad esempio:
Tutto ciò prima che Newton, Leibniz, Johann Bernoulli scoprissero indipendentemente il teorema fondamentale del calcolo integrale che ricondusse tale problema alla ricerca di una primitiva o antiderivata di una funzione. La definizione di integrale per le funzioni continue in tutto un intervallo, introdotta da Pietro Mengoli ed espressa con maggiore rigore da Cauchy, venne posta su base diversa da Riemann in modo da evitare il concetto di limite e da comprendere più estese classi di funzioni. Ma nel 1875 Gaston Darboux mostrò con un suo celebre teorema che la definizione di Riemann può essere enunciata in maniera del tutto simile a quella di Cauchy, purché si intenda il concetto di limite in modo un po' più generale. Per questo motivo si parla di integrale di Cauchy-Riemann. Tale maggior generalità servì di spunto a Mauro Picone nel 1923 per la definizione del limite d'una variabile detta ordinata. modifica Introduzione euristicaIl problema originario del calcolo integrale è quello di definire e calcolare l'area (con segno) della figura che ha per bordi un intervallo Se il grafico della funzione Nel caso generale, l'idea di base consiste nel suddividere la figura in sottili strisce verticali, che siano assimilabili a rettangoli: calcolando l'area di ciascun rettangolino e sommando i risultati così ottenuti, si può ritenere di avere un'approssimazione del numero che cerchiamo. Si può sperare che suddividendo in strisce sempre più sottili, si ottengano approssimazioni sempre migliori dell'integrale cercato: se ciò accade, si dirà che la funzione In termini più formali, suddividiamo l'intervallo .Se, al diminuire dell'ampiezza degli intervalli L'intera analisi poggia sul fatto che sia il modo di suddividere gli intervalli, sia la scelta dei punti interni a tali intervalli devono risultare irrilevanti, altrimenti si avrebbe che l'area sottesa alla curva in un dato intervallo risulta diversa a seconda delle scelte effettuate in merito alla suddivisione degli intervalli e ai punti interni agli intervalli che sono stati scelti. Tale condizione sussiste in quanto la curva è uniformemente continua all'interno del singolo intervallino in cui è stato suddiviso il compatto. Infatti, se vale la continuità uniforme, presi due punti ![]() Come è facile notare tale discrepanza di valutazione diminuisce al tendere a zero dell'ampiezza del generico intervallo in cui è suddiviso modifica Integrale di Riemann
Se si suddivide tramite una partizione un compatto Esiste un altro metodo di procedura per la costruzione dell'integrale. Una volta effettuata la partizione il punto Questi due punti corrispondono all'ordinata minore nell'intervallo (mk) e all'ordinata maggiore dell'intervallo (Mk). Si definisce somma integrale inferiore (relativa alla partizione P):
Ammettendo che f assuma valori positivi nell'intervallo, la s(P) è la somma dei rettangoli inscritti alla regione del piano. Si definisce somma integrale superiore (relativa alla partizione P):
Analogamente su quanto detto prima, S(P) è la somma delle aree dei rettangoli circoscritti alla regione R. Lemma: Sia
Siano
Dal lemma precedente possiamo dedurre che gli insiemi
L'assioma di completezza di
Se vi è un unico elemento di separazione ξ tra δ e Σ allora si dice che f(x) è integrabile in [a,b] secondo Riemann e l'elemento ξ si indica con:
e si chiama integrale definito di f in [a,b]. I numeri a,b sono detti estremi di integrazione ed f è detta funzione integranda (a primo estremo, b secondo estremo). La variabile di integrazione è una variabile muta cioè modifica Definizione di IntegraleDefinizione (Integrale secondo Riemann) - L'integrale di f nell'intervallo chiuso e limitato ![]() L'esistenza di un unico elemento separatore tra s(f) = S(f) in questo caso:
La funzione limitata f(x) è integrabile in [a,b] se e solo se
Se la funzione integrabile f(x) è positiva allora l'integrale assume il significato di area della regione:
Se la funzione f cambia segno su [a,b] allora l'integrale rappresenta una somma di aree con segno diverso. modifica Condizione d'integrabilitàLa seguente è condizione sufficiente ai fini dell'integrabilità di una funzione Se la funzione Per provare ciò si suddivide l'intervallo ![]() . Ponendo ![]() ![]() Ovviamente si ha che all'aumentare di n Per il teorema di esistenza del limite di successioni monotone risulta ![]() Infatti, per la continuità uniforme di f, la differenza ![]() . Essendo la precedente espressione valida anche definitivamente, per il teorema del confronto delle successioni si avrà: ![]() ovvero ![]() da cui, data l'arbitrarietà del fattore ![]() Finalmente essendo Non tutte le funzioni limitate sono integrabili. La continuità è una condizione sufficiente ma non necessaria per l'integrabilità. modifica Proprietà degli integralimodifica LinearitàProprietà: Proprietà di Linearità
Siano f e g due funzioni continue definite in un intervallo [a, b] e siano Dimostrazione: Dalla definizione si ha che ![]() da cui ![]() dalla proprietà distributiva e dal fatto che il limite della somma coincide con la somma dei limiti si ha ![]() da cui discende la proprietà di linearità modifica AdditivitàProprietà: Proprietà di Additività
Sia f continua e definita in un intervallo [a, b] e sia Dimostrazione: Dalla definizione si ha che ![]() da cui se si ha ![]() ![]() da cui distribuendo la misura dell'intervallo ![]() In cui ![]() da cui discende la proprietà di additività modifica Monotonia (o teorema del confronto)Teorema: Teorema della monotonia
Siano f e g due funzioni continue definite in un intervallo [a, b] e tali che Dimostrazione: Infatti se si ha che ![]() per ogni A questo punto se la relazione è valida per qualsiasi intervallo in cui è suddiviso il compatto vale la seguente ![]() Come conseguenza del corollario del teorema della permanenza del segno dei limiti, applicando il limite alle somme integrali di Riemann (ottenendo quindi l'integrale) la disuguaglianza resta immutata ![]() Da ciò deriva la proprietà di monotonia degli integrali modifica Valore assoluto(lo si potrebbe considerare come un "corollario" del teorema del Confronto) Teorema: Teorema del valore assoluto
Sia f integrabile in un intervallo [a, b], allora si ha:
Dimostrazione: Essendo valida la relazione
Moltiplicando ogni membro per il fattore
![]() ove quest'ultima disuguaglianza può essere espressa in termini di valore assoluto come ![]() la quale è proprio la proprietà del valore assoluto degli integrali. modifica Teorema della media
modifica Assoluta integrabilitàSe consideriamo una funzione f, si dice che f è assolutamente integrabile su un intervallo del tipo [a,+∝) se e solo se su questo stesso intervallo aperto è integrabile anche |f|. Esiste inoltre un teorema che ci garantisce che una funzione assolutamente integrabile è integrabile, sempre su un intervallo del tipo [a,+∝): Ma per le proprietà del valore assoluto per gli integrali so che ![]() E quindi possiamo scrivere ![]() Da cui si ricava che f(x) è integrabile Bisogna fare molta attenzione a non confondere questo teorema con il suo simmetrico, che è falso, dal momento che non tutte le funzioni integrabili sono assolutamente integrabili: un esempio di funzione di questo tipo è ![]() modifica Esempio di calcolo di un integraleSupponiamo di fissare un sistema di riferimento cartesiano attraverso le rette ortogonali ed orientate delle ascisse e delle ordinate. Supponiamo ora che su tale sistema di assi sia definita una retta la cui equazione esplicita è Supponiamo per semplicità che i punti a e b si trovino sul semiasse positivo delle ascisse e siano entrambi positivi. Allora l'area sottesa alla retta considerata nel compatto ![]() Nell'ottica di il calcolo dell'integrale di questa retta definita nel compatto ![]() Nel generico intervallo Si avrà quindi ![]() nella quale la progressione aritmetica ![]() Per passare dalle somme integrali di Riemann all'integrale vero e proprio è ora necessario, in conformità con la definizione di integrale, il passaggio al limite di suddette somme. Ovvero: ![]() Calcolando il limite per ![]() dalla quale, eseguendo la somma si ricava ![]() la quale è esattamente l'area del trapezio costruito dalla retta modifica Calcolo differenziale e calcolo integraleIn questa sezione vengono riportati i due teoremi fondamentali del calcolo integrale i quali, grazie agli studi ed alle intuizioni di Leibniz, Newton, Torricelli e Barrow, stabiliscono l'intima connessione esistente tra calcolo differenziale e calcolo integrale. Vale il seguente modifica Teorema fondamentale del calcolo integrale
Se è una funzione derivabile in a,b e si ha che Questo teorema viene definito teorema di Torricelli. Questo teorema è il "pilastro portante" dell'analisi integrale in quanto funge da collante tra calcolo differenziale e calcolo integrale. Il concetto seguente, quello di primitiva, è un concetto del calcolo differenziale: Una funzione ![]() Quindi il teorema fondamentale del calcolo integrale garantisce l'esistenza di una primitiva. modifica Infinite PrimitiveSe F'(X) = f(x), allora D(F(X) + c) = f(x) dove c è una qualunque costante in modifica DimostrazioneSiano F(x) e G(x) due primitive di f(x). Consideriamo la funzione H(x) = F(x) - G(x). La derivata prima di H(x) sarà data da:
Quindi H(x) si mantiene costante su tutto l'intervallo a,b e ciò vuol dire che H(x) = c Il che dimostra la tesi. modifica Condizione sufficiente per l'esistenza di una primitivaSe f(x) è continua in [a,b] allora f(x) ammette una (e dunque infinite) primitive (primo teorema fondamentale del calcolo integrale). modifica Integrale IndefinitoIl problema inverso a quello della derivazione consiste nella ricerca di tutte le funzioni la cui derivata sia uguale a una funzione assegnata. Questo problema è noto come ricerca delle primitive di una funzione. La totalità delle primitive di una funzione f(x) si chiama integrale indefinito della funzione f(x) e si indica con il simbolo: L'integrazione è quindi il processo inverso alla derivazione. Ogni funzione continua in un intervallo ammette sempre integrale indefinito, ma non è detto che sia derivabile in ogni suo punto. Sia f una funzione continua in un intervallo [a,b]: l'insieme di tutte le primitive di f in [a,b] si chiama integrale indefinito di f e si indica
mentre la forma funzionale generica (in cui la costante è indefinita) di tale funzione è detta integrale indefinito di ![]() dove Come conseguenza diretta del primo teorema fondamentale del calcolo integrale si ha il seguente modifica Formula fondamentale del calcolo integrale del primo teoremaSe ![]() Dimostrazione. Come già notato in precedenza si ha ![]() da cui si ottiene ![]() ossia la tesi. È possibile dimostrare la formula con le sole ipotesi, più deboli, di integrabilità di La precedente è una vera e propria formula di calcolo per gli integrali definiti. modifica Metodi di integrazione
Per calcolare esattamente un integrale si può cercare di riconoscere nella funzione integranda la derivata di una qualche funzione e poi applicare la formula sopra descritta (questi sono detti "integrali immediati"). Altrimenti esistono dei metodi che hanno come scopo la semplificazione della funzione integranda:
modifica Esempio di calcolo di un integrale (2)In base alle informazioni fornite dal primo teorema fondamentale del calcolo integrale possiamo effettuare il calcolo di un integrale cercando una funzione la cui derivata coincide con la funzione da derivare. A questo scopo possono essere d'aiuto le tavole d'integrazione. Così per effettuare il calcolo dell'integrale della funzione vista in precedenza ![]() la cui derivata coincide proprio con Prendendo in considerazione la (già esaminata precedentemente) funzione ![]() . Mentre per quanto concerne l'integrale definito nel compatto ![]() esattamente (ovviamente) lo stesso risultato ottenuto in precedenza. modifica Funzione IntegraleSia f una funzione continua in un intervallo I. Consideriamo l'integrale di f su un intervallo J contenuto in I. Ovviamente al variare dell'intervallo J varia il valore di tale integrale. Se J è l'intervallo che ha un estremo x0 fissato una volta per tutte e l'altro estremo x variabile, l'integrale di f su tale intervallo [x0,x] diventa una funzione di x. Tale funzione si dice funzione integrale di f (chiamata anche integrale di Torricelli), e si indica con:
Si noti che la variabile di integrazione t (variabile muta) ha un nome diverso dalla variabile x, estremo mobile dell'intervallo di integrazione: infatti t varia tra x0 e x. modifica Secondo Teorema fondamentale del calcolo integraleSe f è una funzione integrabile nell'intervallo [a,b], si chiama funzione integrale di f la funzione F(x) così definita:
Se la funzione f è continua, allora la sua funzione integrale F è derivabile e la derivata vale:
Cioè la funzione integrale di una funzione continua f è una sua primitiva. modifica Formula fondamentale del calcolo integrale del secondo teoremaSia f una funzione continua su [a,b]. Sia G una primitiva di f. Allora:
Poiché due qualsiasi primitive di f differiscono per una costante additiva la differenza G(b) - G(a) non dipende da quale primitiva si sceglie. La formula precedente riconduce il calcolo dell'integrale definito a quello dell'integrale indefinito. In questo modo possiamo riformulare i metodi di integrazione. modifica Integrali impropri
modifica Integrale di Lebesgue
Esistono diversi modi per definire l'integrale di una funzione. Tra i più importanti, oltre all'integrale di Riemann, sopra riportato, è degna di nota la modalità di definizione nota come integrale di Lebesgue. La definizione dell'integrale di Lebesgue, al contrario dell'integrale di Riemann, si basa sulla definizione di area (definita in altro modo), o più in generale di misura di una superficie o di un insieme. Invece di approssimare tramite funzioni a gradini come si fa per l'integrale di Riemann, per calcolare l'integrale di Lebesgue si fa uso delle funzioni semplici, ovvero funzioni che assumono un numero finito di valori. La definizione di Lebesgue si applica direttamente a funzioni definite in un dominio multidimensionale, mentre la definizione di Riemann vale soltanto per funzioni definite in sottoinsiemi di Si dimostra che il risultato ottenuto dall'integrale proprio di Riemann, quando esiste, coincide con l'integrale di Lebesgue. Al contrario esistono casi in cui esiste l'integrale di Lebesgue ma non esiste l'integrale di Riemann. modifica Integrale di Stieltjes
Un'altra possibile generalizzazione dell'integrale di Riemann è data dall'integrale di Riemann-Stieltjes, che rende possibile estendere la nozione di integrale utilizzando come variabile di integrazione sotto il segno di differenziale una funzione (detta integratrice):
Se la funzione g è differenziabile, vale la formula L'integrale di Riemann-Stieltjes generalizza l'integrale di Riemann in maniera diversa da quello di Lebesgue, e gli insiemi delle funzioni integrabili tramite i due metodi non sono sovrapponibili. È possibile tuttavia ottenere una generalizzazione di entrambi i metodi tramite l'integrale di Lebesgue-Stieltjes. modifica Stima di somme tramite integraleUn metodo molto semplice e più generale di altri metodi, per ottenere la stima asintotica di una somma è l'approssimazione di una serie tramite il suo integrale. Sia
modifica DimostrazioneSe n = a la proprietà è banale. Supponiamo allora
Sommando per k = a,a + 1,...n − 1 otteniamo dalla prima disuguaglianza
mentre dalla seconda
Aggiungendo ora f(a) e f(n) alle due somme precedenti si ottiene l'enunciato modifica Integrali di Denjoy, Perron, Henstock e altriSono state sviluppate altre definizioni di integrale, per diversi scopi. Caratteristica comune a essi resta la validità del teorema fondamentale del calcolo integrale. modifica Integrale di ItoL'integrale di Ito fa parte dell'analisi di Itō per i processi stocastici. modifica Tavole di integraliIntegrali indefiniti
modifica Altre tipologie di integralimodifica Bibliografia
modifica Voci correlatemodifica Collegamenti esterni
|
| All Right Reserved © 2007, Designed by Stylish Blog. |