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Brindisi (brindisino Brinnisi, latino Brundisium, greco Brentèsion o Vrindhision, messapico Brention) è una città di 89.979 abitanti dell'Italia meridionale, capoluogo dell'omonima provincia della Puglia e importante centro del Salento. La città ha rivestito storicamente un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua fortunata posizione verso Oriente e al suo porto naturale sul mar Adriatico. Il comune è membro dell'area vasta Brindisina[1] di cui è capofila. Sede aeroportuale, la città ospita anche un porto rilevante per i commerci e i trasporti verso la Grecia e il Medio Oriente. Vivace centro industriale della penisola salentina, Brindisi è attiva nell'agricoltura e nell'industria, soprattutto chimica e energetica. modifica Geografia fisica
Brindisi sorge su un porto naturale, un'insenatura che si incunea profondamente nella costa, importante per i collegamenti con Grecia, Turchia e Albania. Presentando una morfologia del territorio pianeggiante, l'intero territorio comunale rientra nella Piana di Brindisi si caratterizza per l’elevata vocazione agricola dei suoi terreni. Si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina, a circa 40 Km dalla valle d'Itria e quindi dalle prime propaggini delle basse Murge. La città nasce sulla costa adriatica, poco distante dalla Riserva Marina Naturale del WWF di Torre Guaceto[2]. Il mar Ionio si trova invece a circa 45 km. Le distanze dalle altre maggiori città pugliesi[3]:
modifica TerritorioIl territorio brindisino[4] è caratterizzato da un’ampia area sub pianeggiante dalla quale emergono depositi calcarenitici e sabbiosi di origine marina; i quali a loro volta presentano un livello più profondo argilloso del pleistocene inferiore, e uno ancora successivo carbonatico composto da calcari mesozoici e da terreni del ciclo sedimentario della Fossa bradanica. Lo sviluppo dell'agricoltura, soprattutto intensiva, ha causato un aumento dell'utilizzo delle risorse idriche comportando però un aumento indiscriminato degli utilizzi. modifica ClimaIn base alle medie di riferimento trentennale (1961-1990), la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9,5°C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25°C. Le precipitazioni medie annue, inferiori ai 600 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno[5][6][7].
modifica Storia
Città molto antica ha vissuto, nel bene e nel male, la sua storia in stretta correlazione alla sua posizione geograficamente strategica. Nel promontorio di Punta le Terrare, che si trova nel porto esterno, è stato individuato un villaggio dell'età del bronzo media (XVI secolo a.C.) dove un gruppo di capanne, protette da un terrapieno di pietre, ha restituito frammenti di ceramica micenea. Lo stesso Erodoto aveva parlato di un'origine micenea per queste popolazioni. La necropoli di Tor Pisana (a sud dell'attuale centro storico di Brindisi) ha restituito vasi protocorinzi della prima metà del VII secolo a.C.. La Brindisi messapica intrattenne certamente rapporti commerciali intensi con l'opposta sponda adriatica e con le popolazioni greche dell'Egeo: tali rapporti sono oggi documentati da numerosi reperti archeologici[9] mentre fu in contrasto con la vicina Taranto. Nel 267 a.C. Brindisi, come l'intero Salento, fu conquistata dai Romani e divenne un importantissimo scalo per la Grecia e l'Oriente, quindi venne elevata al rango di municipio nel 83 a.C. e ai brindisini fu riconosciuta la cittadinanza romana (240 a.C.). La città conobbe durante il periodo romano la sua età aurea e godette di importanti collegamenti stradali con Roma attraverso le consolari Appia, la Regina Viarum, e la via Traiana. Crocevia culturale, soprattutto per chi si recava in Grecia per motivi culturali, diede i natali al poeta Marco Pacuvio; Cicerone vi sostò in quanto ospite di Lenio Flacco e qui scrisse le Lettere Brindisine[10]; a Brindisi si trattenne Orazio Flacco, accompagnato da Mecenate, a causa del suo esilio; fu meta dello sbarco di Agrippina con le ceneri di Germanico; il celebre Virgilio vi morì il 19 settembre 19 a.C. proprio tornando da un viaggio in Grecia. Sede episcopale sin dall'età apostolica, Brindisi fu un centro importante per l'evangelizzazione della zona. Esaurito il fortunato periodo sotto Roma la città fu conquistata dai Goti nel VI secolo, poi nel 674 fu rasa al suolo dai Longobardi guidati da Romualdo, quindi fu presa dai Bizantini e, nel 1070, dai Normanni. La città pugliese recuperò in parte il fasto del passato durante il periodo delle Crociate, quando divenne porto privilegiato per la Terra Santa. L'importanza è dimostrata anche dal fatto che fu nella Cattedrale di Brindisi che l'imperatore Federico II di Svevia, il puer Apuliae, contrasse matrimonio il 9 novembre 1225 con l'erede alla corona di Gerusalemme: Isabella (o Jolanda) di Brienne[11] e, sempre Federico II, partì proprio dal porto brindisino nel 1227 per la Sesta crociata[12]. Fortemente colpita dalla peste del 1348 riguadagnò, lentamente, le antiche dimensioni demografiche grazie a importanti flussi migratori di slavi, albanesi e greci che giungevano d'oltremare. Dal 1496 al 1509 appartenne a Venezia per poi passare sotto il dominio spagnolo. Proprio sotto il periodo vicereale iniziò un lungo periodo di declino, di pari passo al progressivo impaludamento del porto. Con la successiva dominazione borbonica si ebbe un periodo di crescita economica: nel 1775, sotto Ferdinando IV di Borbone,k fu riattivato il canale d'uscita del porto interno e furono risanate le paludi adiacenti alla città. L'annessione al Regno d'Italia, nel 1860, e l'apertura del canale di Suez, nel 1869, portarono a Brindisi una linfa vitale nuova, che permise di diventare il terminale preferenziale per la Valigia delle Indie e importante snodo mercantile per la grande ex colonia britannica. Durante la seconda guerra mondiale Brindisi divenne sede del comando alleato per il basso Adriatico, acquisendo una notevole importanza strategica. Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944 la città ebbe funzione di capitale d'Italia[13][14]. modifica SimboliIl nome latino Brundisium, attraverso il greco Brentesion, ricalca il vocabolo messapico Brention, testa di cervo[15], che sembra riferirsi alla forma del porto. Il sito Comuni italiani[16] descrive lo stemma della città in questo modo:
Lo stemma della città di Brindisi, trae origine da alcune caratteristiche peculiari dell'antica città di Brindisi, alcune di esse ancora oggi visibili. La testa di cervo deriva dal toponimo messapico della città "Brention", toponimo ispirato dalla forma del porto cittadino, che ricorda, appunto, le ramificazioni delle corna di un cervo: ciò è chiaramente visibile ancora oggi nelle foto satellitari, che evidenziano i due seni, di levante e di ponente, in cui il porto è diviso. Nello stemma sono inoltre presenti le cosiddette "colonne terminali" della Via Appia, visibili oggi in cima a quella che è comunemente denominata la "Scalinata Virgilio". modifica Monumenti e luoghi di interesse
La città di Brindisi conserva interessanti testimonianze monumentali dall'antichità all'età moderna. Di seguito i luoghi di maggiore interesse. modifica Architetture religiosemodifica Periodo medioevale
modifica Dal Rinascimento all'Unità d'Italia
modifica Periodo recente
Altre chiese di Brindisi
modifica Architetture civilimodifica Periodo romano
modifica Periodo medioevale
modifica Dal Rinascimento all'Unità d'Italia
modifica Periodo recente
modifica Architetture militari
modifica Aree naturaliNell'ambito territoriale del comune di Brindisi sono dislocate alcune aree ambientali protette, alcune di recente istituzione:
modifica Societàmodifica Evoluzione demograficaAbitanti censiti modifica MigrazioniBrindisi è stata oggetto di un'ampia emigrazione durante il Novecento, così come tutte le città del Mezzogiorno. L'emigrazione riguardava soprattutto le fasce sociali più basse che abbandonavano le campagne e raggiungevano in un primo periodo le Americhe, successivamente l'Europa settentrionale (soprattutto la Germania, Svizzera e Belgio)[24] e l'Italia nord-occidentale. A partire dagli anni sessanta con la realizzazione del grande petrolchimico che andava ad aggiungersi alle imprese meccaniche e aeronavali, Brindisi poté garantire opportunità di lavoro a tecnici e operai conoscendo quindi una piccola migrazione regionale, attirando famiglie dalle province e regioni limitrofe. Un altro importante capitolo nella demografia cittadina fu sicuramente l'esodo del 1990-1991 (che in realtà durò almeno un decennio) che portò nel porto di Brindisi ondate di sbarchi immigrati albanesi[25]. Nell'emergenza i cittadini di Brindisi si distinsero per la grande solidarietà. Moltissimi portarono beni di prima necessità, offrirono cibo e acqua ai migliaia di Albanesi che giungevano in navi-rottame super affollate dopo l'attraversamento del canale d'Otranto. Oggi Brindisi è una città che conosce una regolare immigrazione extracomunitaria, sebbene i valori siano lontani dalle città del Nord Italia. modifica EtnieGli stranieri regolari residenti sono 1.203[26] (561 maschi e 642 femmine) pari allo 1,34% della popolazione brindisina. La più grande comunità, come prevedibile, è quella albanese. Il numero di coloro che hanno deciso di rimanere nella città pugliese è, comunque, molto trascurabile rispetto al totale di immigrati che vi sono transitati. Brindisi, infatti, ha rappresentato, e rappresenta ancora oggi, il primo passo verso l'Italia e l'Europa occidentale per questo popolo balcanico. Il gran numero di statunitensi è spiegato dal fatto che, tra Brindisi e San Vito dei Normanni fu installata, e ha operato in tutta la seconda metà del '900, una stazione dell'aeronautica militare statunitense[27]. Nonostante la base non sia più operativa da anni, molti militari hanno deciso di restare a vivere nella città salentina. I cittadini britannici sono il risultato di un fenomeno che, da almeno un decennio a questa parte, sembra consolidarsi nel territorio: un'immigrazione da parte di famiglie del Nord Europa, soprattutto Inglesi e Irlandesi[28]. Queste famiglie, di solito composte da pensionati, decidono di comprare le ville nella campagna brindisina e godere tutto l'anno delle gradevoli temperature salentine. Tale fenomeno, relativamente recente in Puglia, è conosciuto come "Salentoshire", neologismo scherzoso sulla falsariga del "Chiantishire", relativo al consolidato turismo britannico in Toscana[29]. Di seguito i dati statistici della composizione migratoria nella città di Brindisi:
modifica Lingue e dialetti
Il dialetto brindisino[30] è una variante del salentino e, pur esistendo delle differenze minime tra i vari comuni, la radice resta invariata. Esso è parlato, oltre che a Brindisi, nel territorio di alcuni comuni limitrofi e, con piccole differenze, in alcuni comuni della provincia di Taranto. Il brindisino, inoltre, influenza alcuni dialetti del nord leccese e del sud brindisino. Dal salentino standard si distingue, oltre che per la pronuncia di alcune parole, la caratteristica di trasformare la "e" finale di parola in italiano in "i". Ad esempio:
Il gruppo della doppia ll in italiano, diventa dd in brindisino. Ad esempio:
modifica Religione
Brindisi, insieme a Ostuni, è sede dell'omonima arcidiocesi (Archidioecesis Brundusina-Ostunensis in latino)[31], sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Eretta nel IV secolo, il suo primo vescovo fu san Leucio. Nel X secolo in seguito alla distruzione della città ad opera dei saraceni, i vescovi stabilirono la propria residenza ad Oria. Fu in questo secolo che fu stabilita la diocesi di Ostuni, dapprima unita alla diocesi di Monopoli e probabilmente erede dell'antica diocesi di Egnazia. Sempre nel X secolo o in quello successivo che la sede di Brindisi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana. Già nel 1010 comunque Brindisi aveva due suffraganee: Ostuni e Monopoli. Nel 1591 Oria divenne sede di una nuova diocesi, il cui territorio fu ricavato dall'arcidiocesi brindisina. Il 30 settembre 1986, con decreto della Congregazione per i Vescovi, l’arcidiocesi di Brindisi e la diocesi di Ostuni furono unite sede plena nell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni. La nuova diocesi fu riconosciuta civilmente il 20 ottobre 1986, con decreto del Ministero dell'Interno. modifica Istituzione enti e associazionimodifica La base logistica delle Nazioni Unite
A Brindisi hanno sede una Base Logistica delle Nazioni Unite (UNLB) e il Deposito del WFP-UNHRD[32]. L'UNLB, attivo dal 1994, riceve materiale proveniente dalle missioni in chiusura o ridimensionamento, ispeziona, ripara, immagazzina e invia tale materiale alle operazioni di pace e umanitarie che ne fanno richiesta; appronta e mantiene in condizioni di efficienza i cosiddetti "start up kits", ossia tutti quei materiali ed attrezzature necessarie all'apertura di una nuova missione; opera da centro di smistamento, o hub, delle telecomunicazioni satellitari per le Nazioni Unite. modifica Culturamodifica Istruzionemodifica Biblioteche
modifica RicercaL'Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente è presente a Brindisi fin dai primi anni Novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 l'ENEA ha consolidato la propria presenza a Brindisi, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali (CNRSM) e creando un proprio Centro di ricerca all'interno del Campus "Cittadella della Ricerca" ubicato sulla Strada Statale 7 Via Appia. Attualmente operano nel Centro l'Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), l'Unità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), l'Unità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il Progetto Speciale Clima Globale (CLIM)[34]. modifica Scuole
modifica Università
modifica Musei
modifica LetteraturaA Brindisi nacque Marco Pacuvio, drammaturgo, la cui produzione fu esclusivamente tragica; ci sono stati tramandati infatti dodici titoli di fabulae cothurnatae e vari frammenti tratti da singole tragedie. Pacuvio scrisse anche una fabula praetexta, cioè una tragedia di ambiente romano, il Paulus, avente per protagonista Lucio Emilio Paolo, il vincitore a Pidna. Importante la presenza a Brindisi nel I secolo a.C. del mecenate Lenio Flacco che aveva trasformato la sua casa, posta sulle colline settentrionali del porto, in un cenacolo di cultura: ospitava artisti, letterati, scienziati e poeti, tra cui Orazio e soprattutto l'amico fraterno M. Tullio Cicerone, in particolare in occasione del suo esilio del 58 a.C. A Brindisi soggiornò Virgilio durante la stesura dell'Eneide e vi trovò la morte nel 19 a.C. Aulo Gellio nelle Noctes Acticae, tra il serio e il faceto, parla di Brindisi come di una città dove la cultura era ampiamente diffusa e dove si potevano trovare a buon prezzo testi in lingua greca. Non vi è traccia delle opere di una Clodia Anthianilla, giovanissima poetessa brindisina, di cui si conserva solo una statua (proveniente dall'area del foro della città) con il basamento che reca un'iscrizione elogiativa di rara commozione. Lupo Protospata compilò nel XI secolo un Chronicon: se non fu con certezza un brindisino, era comunque un pugliese. I più bei versi dedicati a Brindisi furono composti dall'imperatore Federico II, che così cantò la città che riteneva la capitale di tutte le città di mare: Filia Solis, ave, / nostro gratissima cordi. Nel XVI secolo la città diede i natali a un letterato che ebbe fama a Venezia: Lucio Scarano fu anche un filosofo e fu tra i fondatori dell'Accademia Veneziana (1593). Eruditi, scrittori di cose religiose o autori di storie locali furono tra Cinquecento e Seicento Nicola Taccone (XVI secolo), che fu poeta in lingua latina, Giovan Battista Casimiro (XVI secolo), l'arcivescovo Giovanni Carlo Bovio (1522-1570), il gesuita Lelio Fornari (1545–1612), Teodoro Monetta (1556–1620c.), Giovanni Maria Moricino (1558-1628), il cappuccino San Lorenzo da Brindisi (1559-1619), il francescano Bernardino Selvaggi (1600c.-1679). L'arcivescovo Annibale De Leo (1739-1814), uomo di grande cultura, ha legato il suo nome al Codice Diplomatico Brindisino, ma fu autore anche di diversi scritti di profonda erudizione ed ebbe contatti con i maggiori studiosi del tempo. La poesia vernacolare ha avuto i suoi massimi esponenti in Agostino Chimienti (papa Ustinu) (1832–1902) e Pasquale Camassa (1858-1941), esempi emulati da Giovanni Guarino (autore di testi per le canzoni dialettali più popolari) e, in tempi più recenti, da Alfredo Galasso, Luigi De Marco, Ennio Masiello e Attilio Mingolla. modifica MediaUn'importante realtà brindisina è CiccioRiccio, emittente radiofonica storica e che è ascoltata in tutta la Puglia, Basilicata, Molise e parte della Campania e della Calabria. Per quanto riguarda la stampa, oltre alla Gazzetta del Mezzogiorno e del Nuovo Quotidiano di Puglia, entrambi con una redazione provinciale a Brindisi, è presente anche Senza Colonne e BrindisiSera. Brindisi ospita alcune emittenti televisive come Blustar TV, Puglia TV e Teleradio Agricoltura. modifica Cucina
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